Storia archivistica: La biblioteca della Deputazione nasce con la raccolta e il cambio di riviste prodotte dalle altre deputazioni e istituti storici italiani, ben presto integrata con aquisti e donazioni.
Nello statuto del 1896, e in quello del 1898 (rispettivamente art. 11 e art. 14), si legge: "Il segretario-economo ... cura la conservazione dei libri ricevuti in dono o comperati, nonché il deposito delle pubblicazioni della Regia Deputazione". Nello statuto del 1932 si precisa ancora, (art. 12), che il segretario cura: "il deposito delle pubblicazioni della Regia Deputazione; promuove con tutti i mezzi l'incremento della Biblioteca sociale, formata dai cambi periodici, pubblicazioni, volumi inviati in dono od acquisiti".
Essa acquista rilevanza, nel 1982, quando, dopo l'inventariazione di tutti i volumi presenti operata da Stefano Branda (si rimanda alla storia istituzionale della Deputazione contenuta nella scheda Produttore), viene aperta cinque giorni la settimana a tutti gli studiosi.
Contenuto: La serie comprende 13 unità, di cui 9 registri e 4 unità archivistiche, degli anni 1905-2000. Il volume più antico è un "Registro di entrate e di consegna dei libri e delle riviste" dell'anno 1905 e il più recente è proprio l'ultimo blocchetto per i prestiti che arriva oltre il termine di inventariazione posto all'anno 2001 e si chiude con il 2003.
Criteri di ordinamento:
La serie si articola in 2 sottoserie: le sottoserie sono state ordinate in base alla loro tipologia. La prima riguarda l'ingresso dei libri in biblioteca; la seconda relativamente alla gestione dell'attività di consultazione e prestito, nella quale sono state inserite anche le carte del topografico.