Monte frumentario di Norcia, Norcia (Perugia), 1701 agosto 22 - 1930
Ente
Estremi cronologici: 1701 agosto 22 - 1930
Intestazioni:
Monte frumentario di Norcia, Norcia (Perugia), 1701 agosto 22 - 1930
Altre denominazioni:
Monte frumentario di Norcia
/ Pubblica Grasceria
Il Monte frumentario dell'Annunziata nacque tra il 1488 e il 1489 come emanazione del Monte di pietà; a testimoniare questo legame di dipendenza, l'attività dei camerlenghi del grano e quella dei camerlenghi dei pegni fu annotata, a cavallo tra i secoli XVI e XVII, in uno stesso registro (1).
Nella sezione dell'archivio denominata Monte frumentario di Norcia, la documentazione più antica, precedente l'insediamento della Congregazione di carità, non fa riferimento al Monte dell'Annunziata, ma consiste in registri di amministrazione, settecenteschi e ottocenteschi, della "Pubblica Grasciaria" o "Pubblica Annona". I "grascieri", scelti dal consiglio comunale, erano addetti al prestito, acquisto e vendita del grano; al termine del mandato, dovevano rendere conto del loro operato a revisori comunali.
Nel 1839 monsignor Camillo Amici, delegato pontificio della città e Provincia di Spoleto, nella visita fatta a Norcia nel mese di maggio, verificò lo stato di totale abbandono in cui giaceva il "Monte frumentario o Annona" comunale. Le cattive amministrazioni, le ruberie subite durante le incursioni dei briganti, il deprezzamento e annullamento di "cedole, assegnati e consolidati" durante il periodo dell'Impero francese avevano causato gravi perdite di capitali (2).
Amici nominò una commissione, composta sia da ecclesiastici che da giureconsulti, cui affidò l'incarico di rivedere i conti delle amministrazioni passate, di liquidare e risolvere le pendenze e le controversie. Dopo un anno la commissione presentò una relazione, nella quale era esposto con precisione lo stato economico del Monte e s'indicavano i debitori, specificando che con una parte di questi si era ottenuta una transazione, mentre altri si erano mostrati renitenti.
Oltre a ciò, secondo le disposizioni di mons. Amici, il consiglio comunale incaricò quattro "deputati" di stabilire un regolamento per l'amministrazione del Monte, da sottoporre poi alla discussione del consiglio stesso e all'approvazione della Delegazione apostolica (3).
Gli incaricati consegnarono il 24 gennaio 1841 la loro "Relazione ... per la formazione di un Piano, ossia Regolamento sul nuovo Impianto, e direzione del Monte Frumentario ossia Annona di questa città..." (4), che introduceva le varianti di seguito elencate.
Elezione dei grascieri o ministri annonari.
Fino ad allora era stato compito del consiglio comunale, e gli fu conservato; la magistratura competente doveva proporre in un primo momento un numero adeguato di possibili candidati, metà della città e metà del contado, di età compresa tra i venticinque e i sessantacinque anni. I candidati dovevano essere approvati dal consiglio e dalla Delegazione, i loro nomi dovevano essere poi conservati in un contenitore chiuso, per poter effettuare a tempo debito le estrazioni. Una volta esaurito il numero dei candidati, la magistratura poteva di nuovo indicarne altri; la durata in carica era fissata in un biennio.
Elezione dei deputati annonari.
Una Deputazione annonaria, composta da sette membri, quattro in rappresentanza della città e tre del contado, nominati dal delegato apostolico, doveva presiedere al funzionamento del Monte e al rispetto del regolamento; presidente di detta deputazione era di diritto il gonfaloniere della città. Su richiesta degli stessi membri o del gonfaloniere, la Deputazione poteva essere rinnovata per un terzo ogni biennio.
Doveri dei grascieri o ministri annonari.
I grascieri dovevano prestare giuramento nelle mani del segretario comunale, il quale doveva leggere loro i doveri che li riguardavano, e l'atto del giuramento doveva essere trasmesso al segretario della Deputazione annonaria. Compito principale dei grascieri era quello di acquistare a prezzo conveniente il grano e rivenderlo poi al prezzo più vantaggioso, annunciando la vendita con un pubblico avviso; essi avevano in consegna i magazzini del grano. Il prestito dei grani era possibile solo per la semina, per cui doveva essere limitato ai mesi di settembre e ottobre, nei giorni di martedì e sabato. A loro spettava anche incassare gli affitti degli immobili e delle proprietà del Monte.
I libri di amministrazione dovevano essere quattro, uno riservato alle entrate in denaro, uno agli acquisti di grano, uno alle entrate derivanti dalle vendite, l'ultimo alle prestanze e restituzioni; i registri in questione, tutti cartulati, dovevano riportare la data di ogni operazione e dovevano essere vidimati ogni due mesi da almeno la metà dei membri della Deputazione.
Alla fine del mandato biennale, i ministri annonari dovevano redigere uno schema riassuntivo, da presentare insieme ai quattro registri alla Deputazione annonaria, due membri della quale, in qualità di sindaci, dovevano fare una verifica; la relazione di verifica doveva passare all'approvazione del delegato apostolico della Provincia.
Doveri della Deputazione annonaria.
La Deputazione doveva riunirsi ordinariamente l'ultimo giorno di ogni mese nel Palazzo comunale, straordinariamente tutte le volte che il gonfaloniere pro tempore lo ritenesse necessario; nei mesi di settembre e ottobre, nel periodo delle prestanze, si doveva riunire tutte le domeniche. Ad essa spettava la più attiva e scrupolosa vigilanza sull'andamento del Monte e sui movimenti di denaro e di grano relativi, nonché la verifica sindacale sui grascieri.
Per lo svolgimento di questa attività era indispensabile la presenza di un segretario che curasse la conservazione degli atti, il carteggio con il delegato apostolico e con i dicasteri superiori. La scelta di questo ufficiale spettava alla stessa Deputazione, che poteva nominare il segretario comunale oppure uno degli stessi membri.
La Deputazione aveva diritto ad una stanza nel Palazzo comunale dove potersi riunire e tenere l'archivio; le deliberazioni prese, sia quelle relative alla vendita e all'acquisto dei grani che quelle di ogni altro tipo, dovevano essere registrate in un libro; in un altro registro dovevano essere riportati i nominativi dei richiedenti i prestiti di grano, dei relativi fideiussori, nonchè le decisioni della Deputazione in merito e le quantità di grano concesse.
La Deputazione aveva la facoltà di ispezionare in qualsiasi momento i magazzini e le casse del Monte e, ove avesse riscontrato difetti o mancanze, era tenuta a fare rapporto al delegato apostolico; aveva, inoltre, la possibilità di proporre all'attenzione del delegato nuove disposizioni per migliorare il funzionamento dell'azienda annonaria.
Il regolamento in questione fu presentato all'approvazione del consiglio comunale e del delegato apostolico.
Il "Memoriale 1863" confermava, per l'Istituzione, la finalità "di provvedere alla indigenza di tutti i poveri agricoltori in genere del Comune di Norcia, i quali, sebbene abbiano terreni o propri o presi in affitto, mancano di seme per la coltivazione; l'istesso Monte percepisce un aggio di bai 5 ogni anno sopra ogni ottava parte del Rubbio, di bai 40 annui sopra il rubbio". La situazione economica era giudicata abbastanza florida, con una rendita lorda di circa 150 scudi annui, di contro ad una spesa di circa 75 scudi; si osservava che, riconducendo il Monte all'unica funzione di prestanza di grano, seguendo in questo anche l'opinione di mons. Camillo Amici che nel 1840 lo aveva "restaurato", esso sarebbe divenuto uno degli istituti più floridi della città.
La secolare attività del Monte frumentario si concluse nel secondo decennio del Novecento, quando, per adeguarsi alle mutate esigenze dei tempi, fu trasformato, insieme con l'analoga istituzione di Campi, in Cassa comunale di credito agrario (5), sotto la presidenza dell'avvocato Feliciano Gentili.
1) ARCHIVIO CONGREGAZIONE DI CARITA' DI NORCIA (d'ora in poi ACCN), Sez. III-Monte di pietà, "Registri diversi dell'Opera pia e libri delle Confraternite, Camerlenghi" reg. 361.
2) Ibidem, Sez. I-Amministrazione generale, "Corrispondenza Amministrazione generale", b. 100, fasc. 11, "Cenni storici sull'origine e sullo scopo delle Opere pie di Norcia compilati nel 1880".
3) Ibidem, Sez. IV-Monte frumentario di Norcia, "Corrispondenza", b. 468, fasc. 2, "Notificazione 10 novembre 1840 di Monsignor Camillo Amici"; ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI NORCIA (ASCN), "Consigli e riformanze", reg. 149, verbale del 13 dicembre 1840, cc. 124v.
4) ACCN, Sez. IV-Monte frumentario di Norcia, "Corrispondenza", b. 468, fasc. 7.
5) R.d. 4 maggio 1924 n. 814.
Redazione e revisione:
Rossetti Carlo, 15/06/1996, ordinamento ed inventariazione