Ente comunale di assistenza di Norcia, Norcia (Perugia), 1937 - 1977
Ente
Estremi cronologici: 1937 luglio 2 - 1977 gennaio 1
Intestazioni:
Ente comunale di assistenza di Norcia, Norcia (Perugia), 1937 - 1977
Altre denominazioni:
Ente comunale di assistenza di Norcia
/ ECA di Norcia
L'Ente comunale di assistenza (ECA) di Norcia (1) subentrò nelle funzioni alla Congregazione di carità il 2 luglio 1937, acquisendo l'amministrazione dell'Orfanotrofio femminile Renzi, del Monte dei pegni o Monte di pietà, dell'Ospedale civile, dell'Asilo infantile e dell'erigendo Orfanotrofio maschile Fusconi. La sede dell'ECA era quella di via C. Battisti, all'interno dell'edificio storico del Monte di pietà; i locali erano già in affitto alla Congregazione di carità.
Gli enti comunali di assistenza, che sostituirono le soppresse congregazioni di carità, erano autonomi giuridicamente e amministrativamente ed avevano come fine quello di assistere gli indigenti e le famiglie particolarmente bisognose. Il loro patrimonio era costituito, oltre che da rendite proprie e delle istituzioni amministrate, da introiti previsti da leggi dello Stato, con apposite addizionali, e dai contributi erogati da province e comuni a cui si aggiungevano oblazioni di privati.
Con il passaggio agli enti comunali, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza proseguirono comunque nella loro attività istituzionale mantenendo separati i bilanci.
La legge istitutiva degli ECA prevedeva che, entro un anno dall'entrata in vigore (termine poi prorogato), si potessero decentrare e amministrare autonomamente le istituzioni con fini diversi dall'assistenza generica immediata e temporanea, come ricoveri, ospedali e orfanotrofi.
A Norcia, dell'applicazione di questa norma si avvalsero l'Orfanotrofio Renzi, l'Ospedale civile e l'Asilo infantile, che nel 1939 si decentrarono e costituirono l'Amministrazione autonoma degli istituti riuniti, separandosi giuridicamente dall'ECA. Di fatto nei primi dieci anni di attività, fino alla definitiva costituzione degli Istituti riuniti di beneficenza (IRB), l'ECA svolse un ruolo decisivo, dovendo occuparsi spesso dell'amministrazione.
Per quanto riguarda l'organizzazione dell'Ente comunale di assistenza di Norcia, non si ha notizia di un regolamento amministrativo, ma dalle delibere si ricava che l'amministrazione generale aveva in organico tre dipendenti, il segretario, l'applicato e l'economo; vi era, inoltre, il personale dipendente dagli istituti amministrati composto da cappellani, suore, infermieri, conservatore dei pegni ed altri. La contabilità dell'Ente, relativamente al servizio di tesoreria, fu data in gestione alla Cassa di risparmio di Spoleto della cui opera, negli anni precedenti, si era avvalsa anche la Congregazione di carità.
L'amministrazione degli ECA, durante il periodo fascista, fu affidata ad un comitato nominato parte dal prefetto e parte dalle associazioni locali fasciste; dopo la caduta del regime, fu sostituito da un consiglio di amministrazione nominato dal consiglio comunale.
Per l'ECA di Norcia il prefetto, in via provvisoria, nominò una commissione amministrativa straordinaria, che rimase in carica per quasi tutto il secondo semestre del 1937, composta dal podestà del Comune, in qualità di presidente, dal delegato del segretario del Fascio e dalla segretaria del Fascio femminile. Questa commissione fu sostituita da un comitato allargato a sette membri, del quale, oltre ai suddetti componenti, entrarono a far parte i rappresentanti delle associazioni di categoria.
Dopo il decentramento dell'Ospedale, dell'Orfanotrofio Renzi e dell'Asilo, l'ECA di Norcia continuò ad occuparsi del funzionamento del Monte di credito su pegno, già Monte di pietà, che, sebbene con una attività sempre più ridotta, operò sotto l'amministrazione dell'Ente comunale fino al 1940. Con provvedimento dell'ispettore per la difesa del risparmio e per l'esercizio del credito, in data 15 febbraio 1940, Ettore Carosi fu nominato commissario per la gestione provvisoria del Monte. Al Carosi, il 27 febbraio, fu consegnata l'amministrazione da parte del presidente dell'ECA e amministratore del Monte; alle operazioni aveva partecipato anche il conservatore dei pegni. L'Istituto cessò di funzionare nel 1948, quando fu incorporato dalla Cassa di risparmio di Spoleto.
L'ECA dovette, inoltre, gestire la complessa vicenda dell'eredità Fusconi, denominata inizialmente Lascito Fusconi, il cui scopo era la creazione di un orfanotrofio maschile, che fu però possibile istituire solo dopo la guerra; l'apertura avvenne il 1° marzo 1947. L'Orfanotrofio Fusconi, decentratosi nel 1949 dall'Ente comunale di assistenza, ebbe un'amministrazione autonoma affidata ad un commissario prefettizio, per confluire poi negli Istituti riuniti di beneficenza (D. P. R. 29 marzo 1952).
Nel biennio 1941-42, l'ECA istituì il Ricovero dei vecchi voluto da Enrico Lombrici, il quale, nel testamento olografo del 15 luglio 1940, nominava l'Ente quale erede.
La principale attività istituzionale degli ECA era comunque quella di attuare ogni anno il programma assistenziale; per la formazione bisognava tenere conto di una serie di fattori, quali l'esperienza del passato, le esigenze locali e la disponibilità di fondi, oltre al numero delle famiglie iscritte nell'elenco comunale dei poveri.
Ad esempio, nel 1938, nell'elenco di Norcia risultavano iscritte 211 famiglie (di cui 95 particolarmente numerose) per un totale di 634 componenti, tanto che l'ECA, in quell'anno, non disponeva di tutte le risorse necessarie. Gli unici fondi a disposizione erano quelli governativi, poiché non si poteva contare sul concorso degli istituti amministrati, che avevano fini diversi; la possibilità di assistenza era, quindi, riservata solo a quelle famiglie di accertata povertà.
Tornando all'organizzazione amministrativa, si può dire che non cambiò sino alla fine del regime (luglio 1943), la cui caduta determinò l'uscita dal comitato degli esponenti di partito, mentre il podestà rimase ancora per alcuni mesi alla presidenza dell'ECA.
Le decisioni governative riguardarono anche l'attività svolta fino ad allora dal partito in campo assistenziale, in quanto si occupava del pagamento dei sussidi agli sfollati e ai disoccupati; le attribuzioni furono assegnate alle Prefetture, che dovevano avvalersi degli enti comunali di assistenza. L'applicazione di tali disposizioni prevedeva la consegna, da parte dei fasci locali, dei fondi disponibili al podestà; una copia del verbale doveva essere trasmessa alla Prefettura. Successive disposizioni del Ministero degli interni ordinavano il trasferimento dagli ECA, al Partito fascista repubblicano, di servizi e fondi destinati all'assistenza generica. La consegna dei fondi, a Norcia, non ebbe esito in quanto il locale Fascio non era stato ricostituito.
Con il nuovo assetto politico italiano, la scelta degli amministratori dell'Ente fu prerogativa dell'amministrazione comunale, tranne nella fase transitoria, quando, in sostituzione del podestà, l'incarico di presidenza dell'ECA fu affidato al commissario del comune di Norcia, coadiuvato nella gestione da altri quattro consiglieri.
L'amministrazione, retta dal commissario comunale, rimase in carica fino all'insediamento del nuovo comitato, designato dalla giunta municipale nella seduta del 10 ottobre 1944.
Nel dopoguerra si andò sempre più affermando il concetto di un maggior impegno dello Stato per il conseguimento di una sostanziale tutela dei bisognosi, giungendo "alla formulazione degli artt. 31, 32 e 38 della Costituzione che sanciscono la protezione, da parte della Repubblica, della maternità, infanzia e gioventù, la tutela della salute con la garanzia di cure gratuite per gli indigenti e, infine, il mantenimento e l'assistenza sociale agli inabili al lavoro e a chi è sprovvisto di mezzi necessari per vivere".
Presso il Ministero dell'interno fu creata la Direzione generale dell'assistenza pubblica, cui furono date attribuzioni in materia di controllo e vigilanza sulle opere pie e nuovi compiti in materia assistenziale; in periferia quest'attività fu delegata ai prefetti, ai comitati provinciali e, capillarmente, agli enti comunali di assistenza costituiti in ogni Comune.
L'attività preminente degli ECA restò l'assistenza generica, forma di solidarietà che si estrinsecava sempre attraverso erogazione di denaro e distribuzione di viveri, per sovvenire quanti si trovavano, per cause accidentali, temporanee o continuative, senza i mezzi necessari per fronteggiare la vita individuale e familiare.
La Direzione generale del Ministero dell'interno si occupava dell'assegnazione dei fondi ordinari e straordinari agli enti comunale di assistenza, utilizzati per la concessione di sussidi in denaro agli indigenti comuni e, soprattutto, agli appartenenti alle categorie delle cosiddette vittime civili della guerra: profughi, reduci e sfollati.
Spettavano al Ministero dell'interno anche le due gestioni assistenziali fuori bilancio relative ai fondi Soccorso invernale e alluvionati; l'erogazione materiale delle provvidenze del Soccorso invernale era attribuita all'ECA e consisteva nella distribuzione periodica ai poveri di generi di prima necessità, come legna da ardere, nell'apertura ed incremento di mense collettive, assegnazione di indumenti, pagamento di bollette arretrate di luce e gas, erogazione di contributi per piccole opere di pubblica utilità al fine di incrementare l'occupazione operaia.
Con le leggi n. 381 e 382 del 1970, fu approvata la nuova normativa per l'assistenza economica continuativa in favore, rispettivamente, dei sordomuti e dei ciechi civili, che, tra le altre cose, prevedeva fosse delegato agli ECA il pagamento delle provvidenze ai beneficiari; in precedenza, gli enti avevano ricevuto la delega ad erogare sussidi ai mutilati e invalidi civili.
Con D. P. R. 7 ottobre 1970, n. 1407, l'Ospedale civile di Norcia fu dichiarato ente ospedaliero; lo stesso decreto stabiliva anche la composizione del consiglio di amministrazione, del quale dovevano far parte "due membri in rappresentanza degli originari interessi dell'ente" la cui nomina spettava all'ECA.
Un evento straordinario che colpì Norcia e frazioni, in particolare Campi, Ancarano e Cortigno, fu il terremoto dei giorni 4 e 5 ottobre 1971; la Prefettura di Perugia predispose interventi immediati a favore dei terremotati, assegnando all'ECA un primo contributo di tre milioni di lire. Con questa somma il comitato, nella seduta dell'11 ottobre 1971, deliberò di assumersi l'onere dell'affitto, del riscaldamento, dell'illuminazione e di quanto altro necessario per ospitare i terremotati nei locali dell'Orfanotrofio Renzi, individuati a questo scopo dall'amministrazione comunale. Il 1° novembre nel fabbricato si trasferirono diciotto famiglie di Norcia, le cui abitazioni erano state danneggiate dall'evento sismico; l'ECA si fece carico di liquidare le spese per l'esecuzione dei lavori di adattamento dei locali, provvedendo anche all'installazione dei contatori, e all'acquisto di q. 400 di gasolio per il riscaldamento.
Il Patronato scolastico ricevette dall'ECA un contributo di £. 800.000 per il trasferimento del Collegio maschile nella nuova sede del Seminario vescovile, resosi necessario in seguito all'utilizzo del fabbricato Renzi per questa emergenza; l'Ente comunale si accollò anche il canone annuo di affitto di £. 700.000 da corrispondere agli Istituti riuniti di beneficenza proprietari dell'immobile suddetto.
L'attività di assistenza ai terremotati non si limitò alla fase dell'emergenza, ma proseguì con l'erogazione, ai proprietari di abitazioni alloggiati presso l'ex Orfanotrofio Renzi, di contributi a fondo perduto per lavori di ripristino delle loro abitazioni.
Nelle frazioni di Campi e Ancarano fu istituito un comitato pro-terremotati cui l'ECA, con la deliberazione del 27 giugno 1972, assegnò un milione di lire.
Il Prefetto ottenne dal Ministero dell'interno, per gli anni 1972 e 1973, altre somme, per un totale di circa trenta milioni di lire, da attribuire all'ECA per interventi assistenziali straordinari in favore delle famiglie bisognose e disoccupate danneggiate dagli eventi sismici. Il comitato dell'ECA deliberò di erogare i suddetti contributi suddividendo i beneficiari in quattro fasce a seconda del loro stato di bisogno.
Nella stessa seduta del 1° aprile 1974, vennero concessi al comune di Norcia dieci milioni di lire da utilizzare per l'impiego di mano d'opera in lavori di pubblica utilità.
L'ultima assegnazione di fondi ministeriali all'ECA di Norcia fu quella del 12 gennaio 1977, relativa a un contributo straordinario di £. 9.500.000 per alleviare situazioni assistenziali derivanti dalle scosse telluriche del novembre - dicembre 1972. Fu deciso di trasferire la somma all'istituto Ricovero dei vecchi E. Lombrici, per lavori di consolidamento all'edificio; l'erogazione dell'importo doveva avvenire dietro presentazione di relazione e rendiconto.
Come è noto, gli ECA svolsero la propria attività fino al 1978, quando vennero soppressi e le loro attribuzioni passarono ai comuni. Gli amministratori dell'ECA di Norcia, nella seduta del 1° ottobre 1978, deliberarono di autorizzare il presidente pro-tempore Angelo Angelici ad effettuare il trasferimento delle attribuzioni e del patrimonio al Comune.
Dalla situazione patrimoniale dell'ECA, all'atto della deliberazione, non risultava il possesso di beni, mentre di quella contabile andava verificato il fondo cassa. I conti consuntivi erano stati approvati a tutto l'esercizio 1965; quelli degli anni 1969-1973, regolarmente compilati, da consegnare con il verbale di passaggio e i restanti, dal 1974 al 1977, erano in possesso del tesoriere della Cassa di risparmio di Spoleto.
Al momento della soppressione l'ECA di Norcia non aveva né regolamento né pianta organica del personale; le funzioni di segretario dell'Ente erano svolte, almeno a partire dagli anni sessanta, dai segretari comunali, cui veniva riconosciuto un compenso forfettario.
L'attività dell'Ente era cessata, di fatto, il 1° gennaio 1977 a seguito della sospensione dei contributi regionali e comunali.
(1) Per la storia istituzionale dell'Ente Comunale di Assistenza cfr. COMUNE DI NORCIA - SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER L'UMBRIA, Il fondo archivistico delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza del Comune di Norcia. Inventari, a cura di G. BACOCCOLI, A. BIANCHI, S. CAMBIOTTI, A.A. FABIANI, C. ROSSETTI, Norcia, Grafiche Millefiorini, 2003 (Scaffali senza polvere, 8), pp. 339-350
Redazione e revisione:
Bianchi Alessandro, 01/01/2003, Riordinamento e inventariazione
Bibliografia:
Squadroni Mario, Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza dell'Umbria. Profili e censimento degli archivi, a cura di Mario Squadroni, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, 1990